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Una lettera di presentazione che si fa leggere

1 min di lettura · Aggiornata il 30 set 2026

Una lettera di presentazione non è il tuo curriculum riscritto in paragrafi. Risponde a una domanda a cui il curriculum non può rispondere: perché questo lavoro, in questa azienda, e perché puntare su di te è una scelta sicura.

La forza sta nella brevità

Molti recruiter leggono le lettere di presentazione di sfuggita, e alcuni le saltano del tutto. Chi le legge, però, si sofferma sulle prime due frasi. Tieni l’intera lettera tra le 150 e le 300 parole: tre o quattro paragrafi brevi che stiano in una schermata, senza bisogno di scorrere.

Una struttura che funziona

  1. Apertura: il ruolo per cui ti candidi e un motivo preciso per cui fa per te. Evita «Con la presente desidero candidarmi per…».
  2. Prove: uno o due risultati del tuo curriculum in linea con ciò che chiede l’annuncio, raccontati con un po’ più di contesto di quanto consenta un punto elenco.
  3. Chiusura: il passo successivo che ti auguri, e un ringraziamento. Una o due frasi.

Prima parla di loro, poi di te

Cita qualcosa di vero e specifico sull’azienda: un prodotto che usi, una decisione che ha preso pubblicamente, un problema descritto nell’annuncio. Un dettaglio reale vale più di tre complimenti generici. Se non ne trovi, spiega cosa ti attira del problema che il ruolo deve risolvere.

Scrivi come una persona vera

Scrivi come parleresti a un collega che stimi: parole semplici, frasi brevi, niente cliché come «passione, dinamismo e spirito di squadra». Sicurezza non vuol dire vanteria: racconta cosa hai fatto e lascia parlare il risultato.

Gli ultimi ritocchi

  • Indirizzala a una persona, se riesci a trovare il nome di chi gestisce la selezione; altrimenti «Gentile team di Acme» va benissimo.
  • Usa la stessa intestazione, lo stesso font e gli stessi contatti del curriculum.
  • Un P.S. viene letto più spesso del paragrafo centrale: usalo per un fatto forte e pertinente, se ne hai uno.

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