Tutte le guide

Come scrivere un CV che ti porti ai colloqui

2 min di lettura · Aggiornata il 23 ott 2026

A una prima lettura, un recruiter dedica a un curriculum una trentina di secondi. Tutto ciò che segue serve a farli fruttare: una pagina, l’ordine giusto e punti elenco che dimostrano ciò che hai fatto.

Parti dal lavoro che vuoi

Prima di scrivere una sola riga, decidi per quale lavoro stai scrivendo. Un curriculum pensato per «qualsiasi ruolo nel marketing» risulta vago a chiunque lo legga. Scegli un unico ruolo a cui puntare, raccogli due o tre annunci per quel ruolo e annota le competenze e gli strumenti che ricorrono in tutti. Quelle parole sono la tua checklist per il resto della pagina.

Segui l’ordine che chi legge si aspetta

Recruiter e software di selezione si aspettano lo stesso ordine. Se li spiazzi, sprecano attenzione che dovrebbe andare ai tuoi risultati.

  1. Nome e contatti: email, telefono, città e un link a LinkedIn o al tuo portfolio.
  2. Titolo e profilo: il ruolo a cui punti e due o tre frasi su ciò che puoi offrire.
  3. Esperienza: dalla più recente, con ruolo, azienda, date e da tre a cinque punti elenco per ciascuna.
  4. Competenze: strumenti, metodi e conoscenze di settore concreti, non aggettivi.
  5. Istruzione: titolo di studio, istituto e anno; le certificazioni, se contano per il ruolo.

Punti elenco che dimostrano, non descrivono

Un buon punto elenco dice cosa hai fatto, come e che cosa è cambiato grazie a te. Aprilo con un verbo al participio passato, resta su una riga quando puoi e metti il risultato dove cade lo sguardo.

  • Debole: «Responsabile del flusso di onboarding».
  • Meglio: «Riprogettato il flusso di onboarding con il team growth, portando il tasso di attivazione dal 38% al 51% in un trimestre».
  • Non hai un numero sotto mano? Descrivi invece le dimensioni o la portata: «per 40 clienti enterprise», «in tre team di prodotto».

Non inventare mai un dato: al colloquio ti chiederanno come l’hai misurato. Un risultato espresso con chiarezza, anche senza numeri, vale più di un numero che non sai difendere.

Rendi le competenze facili da trovare

Elenca le competenze che l’annuncio cita davvero, scritte come le scrive l’annuncio: «test A/B», non «sperimentazione», se è quella la parola che usa. Da sei a dodici competenze bastano e avanzano. Le soft skill vanno dimostrate nei punti elenco («Coordinato un team di quattro persone»), non messe in fila in un elenco.

Un layout semplice, che il software sa leggere

I sistemi di tracciamento delle candidature leggono il testo, non la grafica. Un layout a una colonna con titoli di sezione standard, testo vero al posto delle immagini e date in un unico formato coerente («2021 – 2024») viene letto senza problemi quasi ovunque. Salva in PDF, a meno che l’annuncio non chieda un file Word.

Errori che ti costano il colloquio

  • Due pagine con meno di dieci anni di esperienza.
  • Foto, data di nascita o stato civile nelle candidature per gli Stati Uniti o il Regno Unito.
  • Una riga «Obiettivo professionale» su ciò che vuoi tu, invece di un profilo su ciò che offri.
  • Mansioni copiate dalla descrizione del tuo vecchio ruolo.
  • Refusi nei nomi di strumenti e aziende: rileggi la pagina ad alta voce prima di inviarla.

Dal blog